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Ora mi trovo a: Cloverdale, California : Articolo
Da Pangandaran a Borobudur
Di jakontheroad (del 02/10/2009 @ 04:23:43, in dBlog, linkato 140 volte)

 

Come avrete notato i post non sono in tempo reale ma sfalzati di qualche giorno perchè a volte li scrivo e non riesco a trovare un internet cafè dove andare per pubblicarli. Il tipo in vespa che mi ha ospitato si chiama Tono ed è anche presidenza di un vespa club di Pangandaran (guardate le foto). E’ stato molto gentile e disponibile, ogni mattina ci preparava il the ed all’occorrenza ci portava in paese (distante circa 3 km). L’altro giorno ho deciso di noleggiare una moto e di andare in giro a vedere il Green Kanyon e Batu Karas che vanta belle spiagge. Noleggiata la moto e fattomi disegnare una mappa dal disponibilissimo Tono, mi dirigo al Green Kanyon dove spendo soldi per nulla o quasi, rimango infatti deluso perchè vengo portato in barca sul fiume e poi ci fermiamo dove dovrebbe esserci il green kanyon, mi aspettavo di poter fare una camminata ma si può fare solo il bagno. Vabè. Allora mi dirigo a Batu Karas, dove pranzo, ma la spiaggia principale è piena di gente, in maggioranza turisti che sono in giro per tutta Java per la festa del Ramadan!Mi sono allontanato un chilometro dal caos ed ecco una spiaggia deserta dove fare il bagno indisturbati. Al mio ritorno presso chez Tono si organizza un BBQ a base di riso e pesce servito su foglie di banano. Il giorno successivo mi dirigo al parco nazionale di Pangandaran dove ci sono alcune grotte da visitare ed alcuni animali da vedere tra i quali porcospini, pipistrelli e scimmie.

Il giorno dopo parto con i francesi alla volta di Wonosobo ed il viaggio dura tutto il giorno. Raggiungeremo Dieng Plateau il giorno successivo. A Wonosobo pernottiamo in una guest house molto carina dove il padrone di casa ci offre anche del buon vino indonesiano (35 gradi alcolici) mentre parliamo del piu e del meno. Il giorno dopo partiamo per Dieng, riuscendo anche a pagare un prezzo normale sul bus. Infatti noi turisti dalla pelle bianca, specialmente sui bus paghiamo il doppio del prezzo normale. Dobbiamo sempre chiedere agli abitanti locali qual’è il prezzo che pagano loro per farci un’idea di quanto dobbiamo pagare. Dieng sta a 2000 metri di quota e spesso (proprio come quando siamo arrivati) sta in mezzo alle nuvole. Scarichiamo gli zaini alla solita guest house e c’incamminiamo per vedere i resti dei templi hindu ed un cratere vulcanico. Ci perdiamo un po’ via cercando l’ufficio turistico e tagliando per i campi (ci sono dei comodissimi sentieri) raggiungiamo i templi. Facciamo le foto ed incontriamo altri turisti che sono stati spennati di 45.000 rupie a testa, solo per vedere i templi. Noi invece non abbiamo pagato nulla. Per tutta la giornata camminiamo attraverso i sentieri evitando i pedaggi all’ingresso delle “attrazioni”, che non sono poi nulla di particolare: un cratere vulcanico, i resti dei templi, una lago e delle grotte che sono però chiuse al pubblico. Risparmiamo un bel po’, calcolando che per ogni cosa da vedere i “bulai” (gli albini, i bianchi in indonesiano), pagano 2 o tre volte quello che pagherebbero i locals. Rientriamo nella guest house del paese e non abbiamo nulla da fare e fa freddo. Allora compriamo un mazzo di carte e giochiamo tirando l’ora di cena tra una partita e una tazza di teh manis.

La mattina successiva partiamo per Borobudur. Nella notte riceviamo messaggi e chiamate di persone che hanno saputo del terremoto che ha colpito Pedang a Sumatra. Noi non ci siamo accorti di nulla, non avendo nemmeno guardato la tv. Dopo varie inchieste per sapere i prezzi giusti da pagare, riusciamo a lottare con i ticket-man dei bus per pagare il giusto prezzo del biglietto. Arriviamo a Borobudur e ci aggiudichiamo una stanza in tre per 50mila rupie, penso sia un prezzo record: meno di 17mila rupie a testa a notte (1,2euro).

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# 1
ciao ,vedo che non ti annoi , procurati una vespa mal che vada per il viaggio di ritorno......
Di  mik  (inviato il 05/10/2009 @ 11:57:55)
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