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Ciao a tutti.
E’ un bel po’ che non vi aggiorno.
Ricominciamo da dove vi avevo lasciato. A metà giugno ero in Australia per riprendermi vestiti e robaccia che avevo lasciato li a febbraio. Sono poi tornato in Nuova Zelanda come turista. Proprio lì ho richiesto il visto di lavoro per gli USA che mi è stato garantito dopo essere passato per tutte le verifiche burocratiche del caso (il che ha incluso un colloquio ad Auckland all’ufficio immigrazione USA alla modica cifra di 200 dollari NZ).
Ottenuto il visto ho prenotato il volo per gli USA e ad agosto sono partito alla volta delle Americhe. Avevo già un contratto di lavoro pronto ed avrei dovuto essere in California centrale per metà agosto, ma dopo il mio scalo in Canada la ditta sembra fare marcia indietro e/o mettermi in difficoltà. Tenete conto che avevo tutti i biglietti prenotati e mi han chiesto di cambiare tutto il mio itinerario altrimenti non avrebbero potuto incontrarmi al giorno prestabilito da loro.
Dopo una telefonata durata piu di un’ora con l’agenzia che mi ha procurato il lavoro è stato deciso che avrei potuto cambiare datore di lavoro, trovando lavoro da solo entro quattro giorni altrimenti avrei dovuto presentarmi in California centrale a lavorare.
In quel momento mi trovavo a Healdsburg, una piccola città circondata da vigneti ed aziende vinicole a nord di San Francisco.
Dopo due giorni trovai lavoro presso Sbragia Family Vineyards e fui felicissimo. L’azienda appartiene ad un enologo di origini italiane ed è molto piccola (circa 300 tonnellate di uva lavorata per vendemmia), le operazioni in cantina sono ridotte al minimo, cercando di non manipolare troppo il vino ed i risultati sono ottimi. Se siete in California vi consiglio di passare in azienda per una degustazione.
eccomi all'opera circondato dall'uva.
Lavorando in cantina mi sono divertito ed ho imparato molto, è stata un’esperienza positiva anche se la vendemmia è arrivata in ritardo rispetto al solito e ciò mi ha fatto perdere ore di lavoro perchè aspettavamo tutti che l’uva maturasse.
Sonoma Valley
Finita la vendemmia ho avuto la fortuna di poter andare a Las Vegas con la mia ragazza e di poter giocare per la prima volta a poker dal vivo! E’ stato stupendo e Las Vegas è molto piu bella di come si vede nei film!
Dopo Las Vegas breve tappas New York e poi Parigi ed infine eccomi qui in Italia.
Caesars Palace in Las Vegas
Che dire, tutti mi chiedono perchè sono tornato qui, ma perchè mi dovrebbe fare schifo l’Italia? Tutti ce la invidiano, sembra che solo noi italiani siamo capaci di odiarla.

Tank di acciaio in cantina. Delegat's Wine Estate.
Ciao a tutti!
Come vedete me la sto prendendo comoda con l’aggiornamento e pubblicazione di nuovi post nel blog. Questo per due motivi, il primo è che non ho molto tempo a disposizione, ovvero durante la vendemmia lavoro su turni da 12 ore e nel mio giorno libero (che in questo caso ho avuto ogni 10 giorni di lavoro) ho voglia di dormire e non di scrivere. Il secondo motivo è che in Nuova Zelanda mi sono imbattutto in connessioni internet una piu schifosa dell’altra, peraltro a pagamento.
Detto questo vi racconto un po’ la mia esperienza degli ultimi tre mesi.
Vi ho lasciati raccontandovi di quando avrei dovuto cominciare a lavorare. Ebbene, sono arrivato in quel di Blenheim l’8 di marzo e sono stato accompagnato nella mia “residenza” che si chiama Duncannon’s, e dove ho iniziato a conoscere i miei futuri colleghi.
Due parole su Duncannon’s. Non so come definirlo, non è un’ostello nè una casa nè un’hotel. Praticamente ci sono delle casupole prefabbricate con muri fatti di plastica divise in camere da due. Sempre costruite nello stesso stile sono le cucine, i bagni, le docce a gettoni, la lavanderia, le sale tv etc..Io non ho fatto il militare, ma dai racconti che ho sentito ci somiglia un po’.
Duncannon è stato il posto in cui ho vissuto coi miei colleghi/compagni/camerati fino al 15 maggio, dopo quella data ci siamo spostati in una casa.
Appena arrivato alla mia “casa” ho conosciuto un po’ di futuri colleghi e con loro sono andato in giro, prima in Blenheim e poi a Picton, il clima allora era abbastanza mite e non era un problema girare in maglietta.
Finalmente arriva il primo giorno di lavoro, in cui ovviamente non abbiamo lavorato, e siamo tutti un po’ eccitati, ma ci dicono subito che inizieremo a lavorare due settimane in ritardo rispetto a quanto previsto. Per fortuna la ditta ci paga l’alloggio per quelle due settimane.

Tutta la "Vintage Crew" - Oyster Bay 2010
Nelle due settimane di ferie forzate io, Niamh (la mia collega di lavoro che ha lavorato con me anche in Rosemount Estate, Australia), Lidie, Mattew, Angel, Beth, Rikki, Hayley e Justin decidiamo di andare al parco nazionale di Abel Tasman per una camminata di qualche giorno, dormendo in tenda nei campeggi del parco. Organizzatissimi partiamo e camminiamo per tre giorni tra meravigliose spiagge e bellissime foreste da cui s’intravede il mare blu. Percorriamo in totale 40 (quaranta) chilometri a piedi e l’ultimo giorno siamo stanchi morti. Ma ce l’abbiamo fatta ed il giorno dopo riusciamo a tornare a Blenheim nel tardo pomeriggio. Dopo una bella doccia calda ed un po’ di riposo è ora di andare al pub irlandese perchè è il 17 marzo, St.Patrick’s day!

Abel Tasman National Park
Seguono serate a base di barbecue e birra fino a tarda notte, e risvegli in tarda mattinata o nei casi peggiori al pomeriggio.
Nei miei giorni di ferie forzata conosco due importanti personaggi, il primo è Zurab, con cui condividero il mio turno di notte e molte altre cose, e l’altro è Enrico. Zurab è un ragazzo georgiano, viene dalla Georgia, ma quella vera, non quella in USA, bensì quella a che si trova sotto la Russia, ad est della Turchia.

Zurab, in mezzo a Chloe e Francisco.
Enrico è invece italiano, di Verona ed è un enologo che è alla sua seconda vendemmia in Nuova Zelanda.

Enrico
Con Zurab ed Enrico si forma un trio, anche perchè io ed Enrico ce la caviamo bene ai fornelli e ci scambiamo consigli o spesso cuciniamo assieme e per Zurab che invece sa cucinarsi solo salsiccie e uova. Io ed Enrico guardiamo un po’ di film in Italiano e Zurab è spesso con noi ed inizia a capire e parlare un po’ d’italiano. Il mio inglese per contro, peggiora.
Finalmente iniziamo a lavorare ed iniziamo il periodo di traninig per Delegat’s Estate, la ditta per cui lavoriamo, e veniamo divisi in reparti (io e Niamh in laboratorio) e teams. In Nuova Zelanda i vini prodotti sono principalmente Sauvignon Blanc e Pinot Noir, con limitate produzioni di Chardonnay, Riesling, Gewurztraminer, Merlot.
Finito il periodo di training, in cui ci hanno spiegato i nostri ruoli, veniamo divisi in due turni: Giorno e Notte. Io sono nel turno di notte con Zurab e Niamh, mentre Enrico è nel turno di giorno. I turni sono da 12 ore.

Io e Niamh al lavoro, in laboratorio
Il mio lavoro in laboratorio è simile al lavoro che facevo in Australia e mi piace. Inoltre lavorare di notte mi piace perchè è piu tranquillo, l’unico svantaggio è riuscire a dormire durante il giorno, cosa che non sempre mi è riuscita.
Trascorrono così innumerevoli notti al lavoro e mattine insonni in compagnia di Zura e di una birra o talvolta Johnnie Walker.
Dopo sei settimane di turni siamo tutti stremati ed iniziamo a lavorare tutti a giornata per nove ore e mezza al giorno. Piano piano la gente finisce di lavorare e rimaniamo sempre piu in pochi. Decidiamo così di trasferirci in una casa, molto piu confortevole di Duncannon’s. Dopo mesi è strano riuscire a farsi una doccia senza camminare per 30 metri all’aperto e senza usare gettoni per avere l’acqua calda. Ovviamente il mio compagno di stanza è il fedele Zurab che ormai sveglio ogni giorno prima di andare al lavoro.
Piano piano passano i giorni e rimaniamo in pochi a lavorare in ditta. Anche Enrico parte e la sera della sua festa pre-partenza è un delirio di alcohol, un misto di birra, vino, shots di tequila e sambuca, per non parlare del tentativo di farci fare un campari col bianco al pub irlandese. Alla fine ce lo hanno fatto, ma faceva schifo.
Così rimaniamo io, Zurab e pochi altri. Nel frattempo arriva a Blenheim Paolo, un amico conosciuto in Australia, io e Zurab lo ospitiamo abusivamente in casa per qualche notte, nel frattempo lui si trova un lavoro ed una stanza da condividere con un’altro ragazzo.
E così arriva anche per me il momento di partire per l’Australia, dove mi trovo ora, per recuperare tutta la roba (principalmente vestiti) che ho lasciato a Denman prima di andare in Nuova Zelanda. Non mi piacciono gli addii e salutare Zurab e Paolo alla stazione è stato molto triste, ma sono sicuro che prima o poi li rivedrò entrambi, così come Enrico, con cui probabilmente mi vedrò in California.
A proposito di California, quella è la mia prossima meta, il mio visto di lavoro è quasi pronto, devo solo prenotare il volo, il lavoro ce l’ho già!
Dopo aver lasciato l’Australia eccomi qui in New Zealand dove ho trascorso tutte le mie vacanze tra le due vendemmie in giro per l’isola del nord. Il 10 marzo infatti comincio a lavorare per Delegat’s Estate. Vi faccio un resoconto delle cose che ho visto. Purtroppo o per fortuna ci sono tantissime cose da vedere qui in NZ e quindi ho dovuto scegliere cosa vedere ed organizzarmi un po’ coi trasporti (per fortuna c’è un buon servizio di autobus che serve tutta la nazione).
Le prime impressioni sono positive, la gente è molto cordiale e tranquilla, la natura ed il paesaggio sono fantastici, il clima pure (non così caldo-asfissiante come in Australia).
Skytower ad Auckland
Sono atterrato a Auckland e ci sono stato tre notti. La città è bella e si possono fare delle passeggiate tra antichi crateri vulcanici non piu attivi, oppure per gli amanti dell’adrenalina si può fare il bungee jumping dalla Skytower, simbolo della città. Ho pernottato all’Xbase hostel a.k.a. ACB e nonostante la pulizia e l’ordine non mi è piaciuto perchè è stato difficile parlare con gli altri travellers, la maggiorparte teenagers che viaggiavano in gruppo.
Waitomo
Da Auckland sono andato a Waitomo a vedere la famosa Glow-worm cave, dove dei particolari insetti emettono luce nel cuore della caverna per attirare e catturare le loro prede. Purtroppo non ho potuto scattare alcuna foto (era proibito), ma ho fatto alcune foto durante la camminata di un paio d’ore (durante la quale la mia presenza è riuscita a spaventare qualche mucca) che ho fatto a Waitomo.
Scultura Maori
Da Waitomo ho proseguito per Rotorua, paese di geyser, mudpools ed altre amenità termali. Li ho visitato le “pozze di fango” dell ‘Hell’s Gate, dove è stato interessante giocare con la bentonite, una polvere che se pressata diventa dapprima solida e poi assume una forma liquida. Oltre all’Hell’s Gate ho anche visitato Wai-o-tapu, un’altro parco di pozze dove c’è attività termale ed un gayser la cui “esplosione” viene provocata aggiungendo una sostanza chimica. Bellissimi i colori del parco, nonostante la puzza provocata dallo zolfo ed altri composti solforati; purtroppo verso la fine del tour si sono scaricate le batterie della macchina fotografica. A Rotorua ho visitato anche la bellissima Redwood forest, un bosco composto da sequoie californiane, gigantesche ed altissime.
Mount Doom @ Tongariro Crossing
Dopo Rotorua mi sono finalmente recato al Tongariro crossing, conosciuto anche come monte Fato/mount Doom dagli amanti di “Lord Of The Rings”, o meglio conosciuto come Busto Arsizio/Merdor da noialtri fan de “Lo Svarione Degli Anelli”. La camminata di 18 km è spettacolare e le foto parlano da sole. Sono stato fortunato a trovare una giornata perfetta e con poca gente, ma francamente mi aspettato qualcosa di molto piu impegnativo a livello di camminata. Ho completato il tragitto in sei ore e mezza, fermandomi circa un’ora e mezza per mangiare e riposare. Bene! Guardatevi le foto, parlano da sole!
Ora vado a Wellington, ma non avrò possibilità di visitarla, devo andare a Blenheim a prepararmi per lavorare!
Piccola nota organizzativa: a breve tutte le foto verranno “esternalizzate” su un’altro spazio, probabilmente picasa anzichè questo sito. Il che mi rende la vita un po’ piu facile quando non ho a disposizione il wifi per caricare le foto.
Un Redback femmina trovato al lavoro.
Ebbene sì, dopo ben due anni sono “costretto” a lasciare l’Australia, perchè il mio working holiday visa (che ho sfruttato al 100%) è scaduto.
Ci avreste creduto due anni fa? Non ci credevo nemmeno io. Ed invece eccomi ancora qui a torturarvi coi miei post dall’altra parte del mondo. Questa esperienza australiana mi ha aperto nuovi orizzonti, dando luce a nuove opportunità, soprattutto in campo lavorativo. Del resto l’Australia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza.
Fra poco inizierò a lavorare in Nuova Zelanda e poi andrò in California, restando sempre in ambito vinicolo. Ricevo circa 1-2 email alla settimana attaverso questo blog o da forum da persone che vogliono partire per l’Australia e/o lasciare l’Italia. Bene o male mi chiedete tutti sempre le stesse cose: lavoro, inglese, costo della vita, domande varie sul visto, patente ed assicurazione sanitaria. Trovate tutto qui: ----- > http://www.jakontheroad.com/faqaustralia.htm ed in fondo c’è pure la mia guida sull’Australia.
La cosa strana è che tutti mi chiedete come fare a guadagnare, quanto costano le cose, se bisogna sapere l’inglese (ma secondo voi???) e nessuno mi chiede cosa andare a vedere..bè non seguite alla lettera la Lonely Planet! Un elenco di poche cose che ho imparato sull’Australia:
siete italiani e vi diranno che l’Italia è bellissima, soprattutto gli australiani che ci sono stati, ma vi chiameranno WOG e sicuramente tireranno in ballo la Mafia, Underbelly, i WOG di Griffith etc..
Non dite mai che siete backpacker, spacciatevi per turisti o per lavoratori. Il backpacker è peggio dei paria in India qui in Australia, se vi etichettano come backpacker è la fine (backpacker in australiano = zecca)
Nonostante la faccia sorridente ed un buon “G’day mate!” buona parte degli australiani è razzista. Andatevi a cercare cosa è successo a Cronulla nel 2005 ed i vari sondaggi che vengono pubblicati di tanto in tanto su giornali e riviste.
Il vegemite non va spalmato sul pane come la nutella, ne dovete usare pochissimo sulla fetta di pane imburrato, altrimenti credo bene che non vi piace.
Sydney è la peggiore città in assoluto dove cercare lavoro.
Il Western Australia è lo stato meno visitato dai turisti, ma anche il più bello ed incontaminato.
Soprattutto la East Coast è piena d’inglesi e la cosa non vi piacerà (il perchè lo scoprirete da voi).
Troverete gente che è ancora fedele al “Mullett”.
Aprire un conto in banca e comprare un’auto non è mai stato così facile. Se non avete un Roo-Bar sulla vostra auto avete il 78,82% di probabilità di essere investiti da un canguro.
Vodafone Australia è la compagnia telefonica con minor copertura in Australia, mentre Telstra è la piu cara.
Prima di partire tutti vi fate le paranoie sul restare qui a vivere, ma poi il 97,875% di voi se ne torna a casa ben volentieri perchè la vita è un tantino diversa rispetto alla cara vecchia Italia.
Comprate un van Mitsubitshi ed avrete la certezza assoluta di rimanere a piedi entro la fine del vostro viaggio.
In Italia la domenica si va a messa, qui si va al BBQ.
Il Natale è molto meglio in Europa.
Se vi offrono un giro di birra, in giro dopo lo dovete offrire voi.
Le regole del biliardo sono diverse, in Australia ce ne sono meno.
Non è vero che in Australia è sempre estate e che il clima è uno spettacolo.
Ancora non so quando tornerò in Italia. Probabilmente nel 2012 (ma adesso che ci penso..forse devo consultare un tal Giacobbo prima di decidere cosa fare), di sicuro non prima, visto che il mio 2010 e forse anche 2011 è già tutto pianificato tra Australia, Nuova Zelanda ed USA ( eh si...lavoro in America alla faccia della CRISI ).
A presto, vecchi bracaloni!

Rieccomi con un breve aggiornamento!
La mia prima settimana nel bush è stata abbastanza produttiva, dopo aver lavorato quattro giorni il mio capo mi ha spedito a Sydney per avere il visto lavorativo neozelandese. Infatti dalla prossima settimana inizieranno i turni di 10 ore al giorno (poi passeremo gradualmente a 12 ore al giorno) per 6 giorni la settimana. Inizieranno infatti ad arrivare i primi camion carichi di uva ed inizieremo ufficialmente la vendemmia. Ritornare in laboratorio dopo mesi è una sensazione strana, nulla è cambiato e sono molto contento di poter tornare a lavorare.
Questo posto è solo a 300 km da Sydney ma la diffierenza è immensa, in quattro giorni qui ho visto piu animali che in tre mesi in città, come ad esempio un red-bellied snake, un wombat, svariati blue tongue lizards, un lizard lungo un metro e mezzo, e canguri.
Il problema è che dove sto ora, non ho internet a disposizione, ed al lavoro ho l’email è bloccata, anche se non ho capito perchè bloccano i siti per controllare le email e si può accedere a facebook..bah.. Quindi se mi contattate via mail e non rispondo sapete perchè, provate con faccialibro!
Ieri mi sono sparato 5 ore e passa di treno per arrivare a Sydney in tempo, prima che l’ufficio immigrazione Neozelandese chiudesse, ed indovinate un po’: il mio visto lavorativo per la Nuova Zelanda è appena stato approvato! Almeno mi sono alzato alle 5 del mattino per qualcosa!
Ciao ed a presto!
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