NEW!!Scarica la mia miniguida su Java! qui!--> PDF - 97kb
Il mio nuovo numero di telefono australiano : 0419577241
La mia e-mail e' :

Cliccando sulla foto vai direttamente alla galleria immagini!
Ora mi trovo a: Denman NSW
Dal 25 febbraio al 14 giugno 2010 saro' in Nuova Zelanda

Tank di acciaio in cantina. Delegat's Wine Estate.
Ciao a tutti!
Come vedete me la sto prendendo comoda con l’aggiornamento e pubblicazione di nuovi post nel blog. Questo per due motivi, il primo è che non ho molto tempo a disposizione, ovvero durante la vendemmia lavoro su turni da 12 ore e nel mio giorno libero (che in questo caso ho avuto ogni 10 giorni di lavoro) ho voglia di dormire e non di scrivere. Il secondo motivo è che in Nuova Zelanda mi sono imbattutto in connessioni internet una piu schifosa dell’altra, peraltro a pagamento.
Detto questo vi racconto un po’ la mia esperienza degli ultimi tre mesi.
Vi ho lasciati raccontandovi di quando avrei dovuto cominciare a lavorare. Ebbene, sono arrivato in quel di Blenheim l’8 di marzo e sono stato accompagnato nella mia “residenza” che si chiama Duncannon’s, e dove ho iniziato a conoscere i miei futuri colleghi.
Due parole su Duncannon’s. Non so come definirlo, non è un’ostello nè una casa nè un’hotel. Praticamente ci sono delle casupole prefabbricate con muri fatti di plastica divise in camere da due. Sempre costruite nello stesso stile sono le cucine, i bagni, le docce a gettoni, la lavanderia, le sale tv etc..Io non ho fatto il militare, ma dai racconti che ho sentito ci somiglia un po’.
Duncannon è stato il posto in cui ho vissuto coi miei colleghi/compagni/camerati fino al 15 maggio, dopo quella data ci siamo spostati in una casa.
Appena arrivato alla mia “casa” ho conosciuto un po’ di futuri colleghi e con loro sono andato in giro, prima in Blenheim e poi a Picton, il clima allora era abbastanza mite e non era un problema girare in maglietta.
Finalmente arriva il primo giorno di lavoro, in cui ovviamente non abbiamo lavorato, e siamo tutti un po’ eccitati, ma ci dicono subito che inizieremo a lavorare due settimane in ritardo rispetto a quanto previsto. Per fortuna la ditta ci paga l’alloggio per quelle due settimane.

Tutta la "Vintage Crew" - Oyster Bay 2010
Nelle due settimane di ferie forzate io, Niamh (la mia collega di lavoro che ha lavorato con me anche in Rosemount Estate, Australia), Lidie, Mattew, Angel, Beth, Rikki, Hayley e Justin decidiamo di andare al parco nazionale di Abel Tasman per una camminata di qualche giorno, dormendo in tenda nei campeggi del parco. Organizzatissimi partiamo e camminiamo per tre giorni tra meravigliose spiagge e bellissime foreste da cui s’intravede il mare blu. Percorriamo in totale 40 (quaranta) chilometri a piedi e l’ultimo giorno siamo stanchi morti. Ma ce l’abbiamo fatta ed il giorno dopo riusciamo a tornare a Blenheim nel tardo pomeriggio. Dopo una bella doccia calda ed un po’ di riposo è ora di andare al pub irlandese perchè è il 17 marzo, St.Patrick’s day!

Abel Tasman National Park
Seguono serate a base di barbecue e birra fino a tarda notte, e risvegli in tarda mattinata o nei casi peggiori al pomeriggio.
Nei miei giorni di ferie forzata conosco due importanti personaggi, il primo è Zurab, con cui condividero il mio turno di notte e molte altre cose, e l’altro è Enrico. Zurab è un ragazzo georgiano, viene dalla Georgia, ma quella vera, non quella in USA, bensì quella a che si trova sotto la Russia, ad est della Turchia.

Zurab, in mezzo a Chloe e Francisco.
Enrico è invece italiano, di Verona ed è un enologo che è alla sua seconda vendemmia in Nuova Zelanda.

Enrico
Con Zurab ed Enrico si forma un trio, anche perchè io ed Enrico ce la caviamo bene ai fornelli e ci scambiamo consigli o spesso cuciniamo assieme e per Zurab che invece sa cucinarsi solo salsiccie e uova. Io ed Enrico guardiamo un po’ di film in Italiano e Zurab è spesso con noi ed inizia a capire e parlare un po’ d’italiano. Il mio inglese per contro, peggiora.
Finalmente iniziamo a lavorare ed iniziamo il periodo di traninig per Delegat’s Estate, la ditta per cui lavoriamo, e veniamo divisi in reparti (io e Niamh in laboratorio) e teams. In Nuova Zelanda i vini prodotti sono principalmente Sauvignon Blanc e Pinot Noir, con limitate produzioni di Chardonnay, Riesling, Gewurztraminer, Merlot.
Finito il periodo di training, in cui ci hanno spiegato i nostri ruoli, veniamo divisi in due turni: Giorno e Notte. Io sono nel turno di notte con Zurab e Niamh, mentre Enrico è nel turno di giorno. I turni sono da 12 ore.

Io e Niamh al lavoro, in laboratorio
Il mio lavoro in laboratorio è simile al lavoro che facevo in Australia e mi piace. Inoltre lavorare di notte mi piace perchè è piu tranquillo, l’unico svantaggio è riuscire a dormire durante il giorno, cosa che non sempre mi è riuscita.
Trascorrono così innumerevoli notti al lavoro e mattine insonni in compagnia di Zura e di una birra o talvolta Johnnie Walker.
Dopo sei settimane di turni siamo tutti stremati ed iniziamo a lavorare tutti a giornata per nove ore e mezza al giorno. Piano piano la gente finisce di lavorare e rimaniamo sempre piu in pochi. Decidiamo così di trasferirci in una casa, molto piu confortevole di Duncannon’s. Dopo mesi è strano riuscire a farsi una doccia senza camminare per 30 metri all’aperto e senza usare gettoni per avere l’acqua calda. Ovviamente il mio compagno di stanza è il fedele Zurab che ormai sveglio ogni giorno prima di andare al lavoro.
Piano piano passano i giorni e rimaniamo in pochi a lavorare in ditta. Anche Enrico parte e la sera della sua festa pre-partenza è un delirio di alcohol, un misto di birra, vino, shots di tequila e sambuca, per non parlare del tentativo di farci fare un campari col bianco al pub irlandese. Alla fine ce lo hanno fatto, ma faceva schifo.
Così rimaniamo io, Zurab e pochi altri. Nel frattempo arriva a Blenheim Paolo, un amico conosciuto in Australia, io e Zurab lo ospitiamo abusivamente in casa per qualche notte, nel frattempo lui si trova un lavoro ed una stanza da condividere con un’altro ragazzo.
E così arriva anche per me il momento di partire per l’Australia, dove mi trovo ora, per recuperare tutta la roba (principalmente vestiti) che ho lasciato a Denman prima di andare in Nuova Zelanda. Non mi piacciono gli addii e salutare Zurab e Paolo alla stazione è stato molto triste, ma sono sicuro che prima o poi li rivedrò entrambi, così come Enrico, con cui probabilmente mi vedrò in California.
A proposito di California, quella è la mia prossima meta, il mio visto di lavoro è quasi pronto, devo solo prenotare il volo, il lavoro ce l’ho già!
Dopo aver lasciato l’Australia eccomi qui in New Zealand dove ho trascorso tutte le mie vacanze tra le due vendemmie in giro per l’isola del nord. Il 10 marzo infatti comincio a lavorare per Delegat’s Estate. Vi faccio un resoconto delle cose che ho visto. Purtroppo o per fortuna ci sono tantissime cose da vedere qui in NZ e quindi ho dovuto scegliere cosa vedere ed organizzarmi un po’ coi trasporti (per fortuna c’è un buon servizio di autobus che serve tutta la nazione).
Le prime impressioni sono positive, la gente è molto cordiale e tranquilla, la natura ed il paesaggio sono fantastici, il clima pure (non così caldo-asfissiante come in Australia).
Skytower ad Auckland
Sono atterrato a Auckland e ci sono stato tre notti. La città è bella e si possono fare delle passeggiate tra antichi crateri vulcanici non piu attivi, oppure per gli amanti dell’adrenalina si può fare il bungee jumping dalla Skytower, simbolo della città. Ho pernottato all’Xbase hostel a.k.a. ACB e nonostante la pulizia e l’ordine non mi è piaciuto perchè è stato difficile parlare con gli altri travellers, la maggiorparte teenagers che viaggiavano in gruppo.
Waitomo
Da Auckland sono andato a Waitomo a vedere la famosa Glow-worm cave, dove dei particolari insetti emettono luce nel cuore della caverna per attirare e catturare le loro prede. Purtroppo non ho potuto scattare alcuna foto (era proibito), ma ho fatto alcune foto durante la camminata di un paio d’ore (durante la quale la mia presenza è riuscita a spaventare qualche mucca) che ho fatto a Waitomo.
Scultura Maori
Da Waitomo ho proseguito per Rotorua, paese di geyser, mudpools ed altre amenità termali. Li ho visitato le “pozze di fango” dell ‘Hell’s Gate, dove è stato interessante giocare con la bentonite, una polvere che se pressata diventa dapprima solida e poi assume una forma liquida. Oltre all’Hell’s Gate ho anche visitato Wai-o-tapu, un’altro parco di pozze dove c’è attività termale ed un gayser la cui “esplosione” viene provocata aggiungendo una sostanza chimica. Bellissimi i colori del parco, nonostante la puzza provocata dallo zolfo ed altri composti solforati; purtroppo verso la fine del tour si sono scaricate le batterie della macchina fotografica. A Rotorua ho visitato anche la bellissima Redwood forest, un bosco composto da sequoie californiane, gigantesche ed altissime.
Mount Doom @ Tongariro Crossing
Dopo Rotorua mi sono finalmente recato al Tongariro crossing, conosciuto anche come monte Fato/mount Doom dagli amanti di “Lord Of The Rings”, o meglio conosciuto come Busto Arsizio/Merdor da noialtri fan de “Lo Svarione Degli Anelli”. La camminata di 18 km è spettacolare e le foto parlano da sole. Sono stato fortunato a trovare una giornata perfetta e con poca gente, ma francamente mi aspettato qualcosa di molto piu impegnativo a livello di camminata. Ho completato il tragitto in sei ore e mezza, fermandomi circa un’ora e mezza per mangiare e riposare. Bene! Guardatevi le foto, parlano da sole!
Ora vado a Wellington, ma non avrò possibilità di visitarla, devo andare a Blenheim a prepararmi per lavorare!
Piccola nota organizzativa: a breve tutte le foto verranno “esternalizzate” su un’altro spazio, probabilmente picasa anzichè questo sito. Il che mi rende la vita un po’ piu facile quando non ho a disposizione il wifi per caricare le foto.
Un Redback femmina trovato al lavoro.
Ebbene sì, dopo ben due anni sono “costretto” a lasciare l’Australia, perchè il mio working holiday visa (che ho sfruttato al 100%) è scaduto.
Ci avreste creduto due anni fa? Non ci credevo nemmeno io. Ed invece eccomi ancora qui a torturarvi coi miei post dall’altra parte del mondo. Questa esperienza australiana mi ha aperto nuovi orizzonti, dando luce a nuove opportunità, soprattutto in campo lavorativo. Del resto l’Australia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza.
Fra poco inizierò a lavorare in Nuova Zelanda e poi andrò in California, restando sempre in ambito vinicolo. Ricevo circa 1-2 email alla settimana attaverso questo blog o da forum da persone che vogliono partire per l’Australia e/o lasciare l’Italia. Bene o male mi chiedete tutti sempre le stesse cose: lavoro, inglese, costo della vita, domande varie sul visto, patente ed assicurazione sanitaria. Trovate tutto qui: ----- > http://www.jakontheroad.com/faqaustralia.htm ed in fondo c’è pure la mia guida sull’Australia.
La cosa strana è che tutti mi chiedete come fare a guadagnare, quanto costano le cose, se bisogna sapere l’inglese (ma secondo voi???) e nessuno mi chiede cosa andare a vedere..bè non seguite alla lettera la Lonely Planet! Un elenco di poche cose che ho imparato sull’Australia:
siete italiani e vi diranno che l’Italia è bellissima, soprattutto gli australiani che ci sono stati, ma vi chiameranno WOG e sicuramente tireranno in ballo la Mafia, Underbelly, i WOG di Griffith etc..
Non dite mai che siete backpacker, spacciatevi per turisti o per lavoratori. Il backpacker è peggio dei paria in India qui in Australia, se vi etichettano come backpacker è la fine (backpacker in australiano = zecca)
Nonostante la faccia sorridente ed un buon “G’day mate!” buona parte degli australiani è razzista. Andatevi a cercare cosa è successo a Cronulla nel 2005 ed i vari sondaggi che vengono pubblicati di tanto in tanto su giornali e riviste.
Il vegemite non va spalmato sul pane come la nutella, ne dovete usare pochissimo sulla fetta di pane imburrato, altrimenti credo bene che non vi piace.
Sydney è la peggiore città in assoluto dove cercare lavoro.
Il Western Australia è lo stato meno visitato dai turisti, ma anche il più bello ed incontaminato.
Soprattutto la East Coast è piena d’inglesi e la cosa non vi piacerà (il perchè lo scoprirete da voi).
Troverete gente che è ancora fedele al “Mullett”.
Aprire un conto in banca e comprare un’auto non è mai stato così facile. Se non avete un Roo-Bar sulla vostra auto avete il 78,82% di probabilità di essere investiti da un canguro.
Vodafone Australia è la compagnia telefonica con minor copertura in Australia, mentre Telstra è la piu cara.
Prima di partire tutti vi fate le paranoie sul restare qui a vivere, ma poi il 97,875% di voi se ne torna a casa ben volentieri perchè la vita è un tantino diversa rispetto alla cara vecchia Italia.
Comprate un van Mitsubitshi ed avrete la certezza assoluta di rimanere a piedi entro la fine del vostro viaggio.
In Italia la domenica si va a messa, qui si va al BBQ.
Il Natale è molto meglio in Europa.
Se vi offrono un giro di birra, in giro dopo lo dovete offrire voi.
Le regole del biliardo sono diverse, in Australia ce ne sono meno.
Non è vero che in Australia è sempre estate e che il clima è uno spettacolo.
Ancora non so quando tornerò in Italia. Probabilmente nel 2012 (ma adesso che ci penso..forse devo consultare un tal Giacobbo prima di decidere cosa fare), di sicuro non prima, visto che il mio 2010 e forse anche 2011 è già tutto pianificato tra Australia, Nuova Zelanda ed USA ( eh si...lavoro in America alla faccia della CRISI ).
A presto, vecchi bracaloni!

Rieccomi con un breve aggiornamento!
La mia prima settimana nel bush è stata abbastanza produttiva, dopo aver lavorato quattro giorni il mio capo mi ha spedito a Sydney per avere il visto lavorativo neozelandese. Infatti dalla prossima settimana inizieranno i turni di 10 ore al giorno (poi passeremo gradualmente a 12 ore al giorno) per 6 giorni la settimana. Inizieranno infatti ad arrivare i primi camion carichi di uva ed inizieremo ufficialmente la vendemmia. Ritornare in laboratorio dopo mesi è una sensazione strana, nulla è cambiato e sono molto contento di poter tornare a lavorare.
Questo posto è solo a 300 km da Sydney ma la diffierenza è immensa, in quattro giorni qui ho visto piu animali che in tre mesi in città, come ad esempio un red-bellied snake, un wombat, svariati blue tongue lizards, un lizard lungo un metro e mezzo, e canguri.
Il problema è che dove sto ora, non ho internet a disposizione, ed al lavoro ho l’email è bloccata, anche se non ho capito perchè bloccano i siti per controllare le email e si può accedere a facebook..bah.. Quindi se mi contattate via mail e non rispondo sapete perchè, provate con faccialibro!
Ieri mi sono sparato 5 ore e passa di treno per arrivare a Sydney in tempo, prima che l’ufficio immigrazione Neozelandese chiudesse, ed indovinate un po’: il mio visto lavorativo per la Nuova Zelanda è appena stato approvato! Almeno mi sono alzato alle 5 del mattino per qualcosa!
Ciao ed a presto!
Sydney New Year's Eve 2009--->2010 Midnight! from Jacopo Rodigari on Vimeo.
Ciao a tutti e Buon Anno!
Ebbene si, sono a Sydney a celebrare l’ultimo dell’anno per la seconda volta di fila! Questa volta però mi sono modernizzato ed invece delle foto ho messo un video. Come sempre i fuochi d’artificio qui sono spettacolari ed ho trascorso una bella serata in compagnia di amici italiani ed anche degli amici all’ostello, una volta rientrato a “casa”.
E’ parecchio che non scrivo sul blog e vi dò un aggiornamento sulla situazione. Domenica prenderò il treno per Muswellbrook e resterò in Hunter Valley a lavorare per Rosemount Estate (l’azienda vinicola dove ho lavorato l’anno scorso) come tecnico di laboratorio fino a fine febbraio. A fine febbraio invece mi trasferirò in Nuova Zelanda, dove ho già un contratto di lavoro per tre mesi, fino alla fine di giugno, presso una casa vinicola chiamata Delegat’s Estate. Per avere un visto lavorativo in Nuova Zelanda mi sono dovuto preoccupare di recuperare un po’ di documenti che attestavano le mie qualifiche/titoli di studio, ma niente di complicato. Ringrazio la mia famiglia per avermi inviato i miei diplomi!! Ora devo solo andare all’ufficio immigrazione Neozelandese a farmi mettere un timbro sul passaporto ed è tutto a posto. Dopo la Nuova Zelanda, se tutto andrà come previsto, andrò un California a lavorare, ho già preso contatti per ottenere un visto lavorativo in USA ed anche qui le cose sembrano meno complicate del previsto.
Vediamo se il vostro eroe riuscirà anche in questa impresa! Intanto godetevi il video ed i miei migliori auguri di Buon Anno!!!
Hola!
E’ da un po’ che non aggiorno il blog, anche perchè non avevo grandi cose da dire.
Nonostante l’ottimo inizio qui a Sydney con la ricerca di lavoro, dove ho fatto un colloquio due giorni dopo essere arrivato, ancora non ho trovato un lavoro permanent. Allora mi sono buttato sul lavoro casual che mi ha proposto il mio ex-boss.
Tornerò quindi a lavorare in Rosemount Estate dal 4 gennaio a fine febbraio, come tecnico di laboratorio. Il mio buon ex-boss ha pure piazzato una raccomandazione per farmi andare a lavorare in un’altra filiale di Foster’s in New Zealand, sempre per 2-3 mesi nel periodo della vendemmia. Vedremo come andrà a finire!
Intanto qui sto facendo il test d’inglese dello Ielts. Oggi ho fatto l’orale, e sabato ho gli scritti. Speriamo bene!
Negli scorsi giorni ho incontrato i mitici Gvnn, Laura_wood e Frazza, di passaggio a Sydney per pochi giorni e diretti a Melbourne & Tasmania (beati voi, godetevela tutta!), i cui racconti che mi hanno riportato indietro di un anno e passa, quando anche io ero un vero (f*c*ing) backpacker con un van.
Il tempo qui alterna giorni di pioggia in cui c’è bisogno della felpa a giorni di sole in cui fa veramente caldo. Dato che l’estate sta per arrivare mi sono deciso a comprare una bici. E’ una mountain bike un po’ arrugginita che ho comprato da un francese per 50 dollari. E’ vecchia ma fa il suo lavoro. Presto diventerà elettrica/pedalata assistita, così mi aiuterà a non sudare troppo sulle salite che ci sono qui. Se pensavate che l’Australia fosse un continente piatto vi sbagliate di grosso!
Pubblicherò sicuramente i dettagli della ”trasformazione” sul forum di EnergeticAmbiente.it, e magari riattiverò un vecchi sito che ho abbandonato tempo fa. Stay tuned!
Sto facendo anche dei piccoli aggiustamenti al sito ed al blog per renderlo piu fruibile. Ho aperto un account su Vimeo dove ho caricato quasi tutti i video che ho girato negli ultimi due anni. Guardateli qui: http://www.vimeo.com/jakontheroad .
Catch ya later!
Eccomi di nuovo a Sydney, mesi dopo.
Il clima è circa lo stesso di tre mesi fa, ma in miglioramento e senza il vento si sta bene.La primavera è arrivata, ed io ho evitato un’altro inverno. Si ci sto prendendo gusto a questa cosa di saltare l’inverno anche se devo dire che andare in montagna a sciare mi manca parecchio. Vedremo se questa stagione riuscirò a farmi una sciata, magari in New Zealand.
Intanto sono qui a Sydney e sto cercando lavoro. Sono arrivato martedì 13 ottobre e giovedì scorso ho già fatto un colloquio di lavoro e sono stato anche contattato da un’altra agenzia. Le prospettive dunque mi sembrano buone, speriamo che sia così!
Passare dall’Asia all’Australia è stato uno choc abbastanza forte. In Indonesia grondavo di sudore appena muovevo un passo, camminavo in strade strette e sempre piene di gente, traffico caotico con milioni di motorini e persone che andavano e venivano da ogni direzione, insomma il tipico caos asiatico con i suoi pro e contro. Qui invece è tutto così tranquillo e ordinato, niente spazzatura ai lati della strada e niente “odorini” di cibo che si mischiano al puzzo di fogna delle tubature spesso scoperte ai lati della strada.
Come sempre rimango colpito da quel limbo che sono gli aeroporti, dove si trova ogni tipo di viaggiatore, dal backpacker al bisinessman, e dove tutto sembra sospeso in un non-luogo senza tempo.
So che voi che mi leggete pensate “che bello”, “che fortunato”, bè ricordatevi che la fortuna come la chiamate voi bisogna cercarsela, e che spesso arrivare ad una scelta come la mia comporta sacrifici, impegno costante, ed una forte determinazione. Nessuno ci regala niente a questo mondo!
Hasta luego!
E rieccomi ad aggiornare il blog da Bali, dopo qualche giorno trascorso tra spostamenti su mezzi improbabili, templi, vulcani, trekking.
Borobudur
Arrivati a Borobudur io decido di andare a vedere il tempio, ma visto che è nuvoloso i due francesi preferiscono rimandare al giorno dopo perchè vogliono assolutamente fare le foto all’alba. Dopo aver visitato il tempio principale, che è immenso, ri-incontro i francesi e vado con loro a vedere i due templi di Medut e Pawon, facendo una passeggiata di un paio di chilometri. Ovviamente sulla strada veniamo fermati da gente che ci offre qualsiasi mezzo di trasporto e che si mette a ridere quando diciamo che vogliamo camminare, perchè per loro un paio di chilometri a piedi sono una distanza impensabile! Visitiamo i due templi, che sono deserti, nessun visitatore e torniamo indietro, verso il centro città. Mentre giriamo troviamo Joko, un signore molto disponibile che ha un’agenzia turistica e delle camere in affitto e che stranamente non ci vuole vendere nulla ma vuole solo scambiare due chiacchiere con noi e lasciarci il suo biglietto da visita in caso di necessità. Ci invita ad andare a vedere un ballo tradizionale la sera successiva.
Prambanan
Il giorno dopo vado a vedere i templi di Prambanan, parte dei quali sono stati sfortunatamente distrutti dal terremoto del 2006. Torno a Borobudur dopo un viaggio estenuante sul bus dove ceno coi miei amici francesi e poi c’incontriamo con Joko ed un suo amico che fa parte di un vespa-club della città. Tra lo scoppiettare dei due tempi delle Vespe Piaggio, alcune delle quali moddate ed elaborate, alcune trasformate in sydecar, ci rechiamo in mezzo alla jungla per vedere una danza tradizionale, anche se non è veramente tradizionale perchè è stato “introdotto” negli anni novanta. Comunque molto bello. Cerchiamo il posto dove c’era la vera danza tradizionale ma sfortunatamente è già tutto finito.
In treno conosco un ragazzo di Hong Kong che sta andando anche lui sul monte Bromo per vedere il vulcano. Arrivati a Probolinggo veniamo presi d’assalto da un’autista di minibus che dice di portarci al turist information. Invece veniamo scaricati in un travel agent che fa di tutto per venderci un tour con pernottamento e jeep fino al viewpoint sul monte bromo per 700.000-500.000 rupie. Il venditore è molto aggressivo e quando faccio qualche puntualizzazione sui prezzi dicendo che la mia guida riporta prezzi molto piu bassi e chiedo perchè, mi risponde “bullshit”. Il ragazzo di HK è intomorito e compra, mentre io no. Il venditore fa anche di tutto per vendermi il tour con la jeep a 125.000 rupie e quando chiedo se è possibile arrivare a piedi al viewpoint mi dice che non ce la posso fare perchè è difficile. Allora lo ringrazio e me ne vado alla stazione degli autobus, dove parte il minibus per Cemoro Lewang, punto di partenza per l’escursione in jeep o a piedi sul monte Bromo. Lì incontro altri occidentali tra cui una coppia d’inglesi, un danese ed una ragazza canadese. Dopo quasi tre ore di attesa (il minibus parte solo se è pieno) partiamo. Io, il ragazzo danese e la ragazza canadese decidiamo di andare a fare l’escursione a piedi (ci vogliono 2 ore per arrivare al viewpoint) e di vedere l’alba. Siamo gli unici ad andare a piedi. Quando andiamo a dormire presto e ci troviamo alle tre del mattino per iniziare la camminata. Dopo circa un’ora e tre quarti siamo in cima con tutti quelli che sono arrivati in jeep. Soddisfatti della camminata facciamo le foto in mezzo ad un centinaio di turisti arrivati via jeep e torniamo in guest house per la colazione.
Bromo
Dopodichè camminiamo ancora un’ora per vedere da vicino il vulcano vero e proprio. Ritornati in guest house prendiamo il bus che ci riporta a Probolinggo. Io da li prendo il bus che mi porta a Denpasar, in Bali. Il viaggio è estenuante ed io sono stanchissimo. Dopo qualche ora sale sul bus una signora indonesiana che si siede vicino a me ed inizia a parlare in un’inglese fluente (ero l’unico bulai/pellebianca sul bus) e mi chiede le solite cose: da dove vengo, da quanto sono in Indonesia, quanto resto, dove sto andando, etc..
Lei vive in Australia ed è in Indonesia in vacanza per vedere la sua famiglia. Dopo un po’ che parliamo (intanto si sta facendo notte ed il bus non è ancora arrivato al traghetto) m’invita a casa sua a dormire con tutta la famiglia che si sta portando dietro (sua madre, suo fratello e la sua ragazza, tre nipotini etc..) e visto che arriveremo a Denpasar dopo la mezzanotte accetto.
Arriviamo in casa della signora (tra l’altro ancora in costruizione) dopo l’una di notte e mi fanno accomodare su uno dei diversi materassini imbottiti (paraltro molto comodi, non credevo) che hanno messo in una stanza per dormire. Così dormo fino alla mattina dopo.
Fatta colazione con caffè, un piatto di riso, tofu e una specie di frittella di arachidi, mi danno un passaggio fino a Kuta, dove improvvisamente entro nel ghetto del turista/backpacker ed affitto una camera per poche rupie.
Come avrete notato i post non sono in tempo reale ma sfalzati di qualche giorno perchè a volte li scrivo e non riesco a trovare un internet cafè dove andare per pubblicarli. Il tipo in vespa che mi ha ospitato si chiama Tono ed è anche presidenza di un vespa club di Pangandaran (guardate le foto). E’ stato molto gentile e disponibile, ogni mattina ci preparava il the ed all’occorrenza ci portava in paese (distante circa 3 km). L’altro giorno ho deciso di noleggiare una moto e di andare in giro a vedere il Green Kanyon e Batu Karas che vanta belle spiagge. Noleggiata la moto e fattomi disegnare una mappa dal disponibilissimo Tono, mi dirigo al Green Kanyon dove spendo soldi per nulla o quasi, rimango infatti deluso perchè vengo portato in barca sul fiume e poi ci fermiamo dove dovrebbe esserci il green kanyon, mi aspettavo di poter fare una camminata ma si può fare solo il bagno. Vabè. Allora mi dirigo a Batu Karas, dove pranzo, ma la spiaggia principale è piena di gente, in maggioranza turisti che sono in giro per tutta Java per la festa del Ramadan!Mi sono allontanato un chilometro dal caos ed ecco una spiaggia deserta dove fare il bagno indisturbati. Al mio ritorno presso chez Tono si organizza un BBQ a base di riso e pesce servito su foglie di banano. Il giorno successivo mi dirigo al parco nazionale di Pangandaran dove ci sono alcune grotte da visitare ed alcuni animali da vedere tra i quali porcospini, pipistrelli e scimmie.
Il giorno dopo parto con i francesi alla volta di Wonosobo ed il viaggio dura tutto il giorno. Raggiungeremo Dieng Plateau il giorno successivo. A Wonosobo pernottiamo in una guest house molto carina dove il padrone di casa ci offre anche del buon vino indonesiano (35 gradi alcolici) mentre parliamo del piu e del meno. Il giorno dopo partiamo per Dieng, riuscendo anche a pagare un prezzo normale sul bus. Infatti noi turisti dalla pelle bianca, specialmente sui bus paghiamo il doppio del prezzo normale. Dobbiamo sempre chiedere agli abitanti locali qual’è il prezzo che pagano loro per farci un’idea di quanto dobbiamo pagare. Dieng sta a 2000 metri di quota e spesso (proprio come quando siamo arrivati) sta in mezzo alle nuvole. Scarichiamo gli zaini alla solita guest house e c’incamminiamo per vedere i resti dei templi hindu ed un cratere vulcanico. Ci perdiamo un po’ via cercando l’ufficio turistico e tagliando per i campi (ci sono dei comodissimi sentieri) raggiungiamo i templi. Facciamo le foto ed incontriamo altri turisti che sono stati spennati di 45.000 rupie a testa, solo per vedere i templi. Noi invece non abbiamo pagato nulla. Per tutta la giornata camminiamo attraverso i sentieri evitando i pedaggi all’ingresso delle “attrazioni”, che non sono poi nulla di particolare: un cratere vulcanico, i resti dei templi, una lago e delle grotte che sono però chiuse al pubblico. Risparmiamo un bel po’, calcolando che per ogni cosa da vedere i “bulai” (gli albini, i bianchi in indonesiano), pagano 2 o tre volte quello che pagherebbero i locals. Rientriamo nella guest house del paese e non abbiamo nulla da fare e fa freddo. Allora compriamo un mazzo di carte e giochiamo tirando l’ora di cena tra una partita e una tazza di teh manis.
La mattina successiva partiamo per Borobudur. Nella notte riceviamo messaggi e chiamate di persone che hanno saputo del terremoto che ha colpito Pedang a Sumatra. Noi non ci siamo accorti di nulla, non avendo nemmeno guardato la tv. Dopo varie inchieste per sapere i prezzi giusti da pagare, riusciamo a lottare con i ticket-man dei bus per pagare il giusto prezzo del biglietto. Arriviamo a Borobudur e ci aggiudichiamo una stanza in tre per 50mila rupie, penso sia un prezzo record: meno di 17mila rupie a testa a notte (1,2euro).
Ciao!
Anche oggi è stata una giornata avventurosa. Mi sono svegliato tardi come al solito ormai perchè c’era gente che faceva casino in albergo ieri sera. Esco subito e mi do alla ricerca di una nuova accomodation piu economica ma senza risultato. Faccio colazione con un caffè freddo in un centro commerciale che ha uno spot internet gratuito. Purtroppo per usare internet bisogna registrarsi ed il banco per farlo apre a mezzogiorno, quindi niente, perchè devo affrettarmi a prendere l’angkot che mi porterà fino al cratere del vulcano “Tangkuban Perahu”. Allora mi reco in stazione perchè arrivare sul cratere consiste di due stadi: minibus fino ai piedi del vulcano e poi secondo minibus fino alla cima. Salgo sul primo angkot che per poche rupie mi porta ai piedi del vulcano. Il viaggio seppur breve (45 minuti) è estenuante, siamo in 13 persone in un furgoncino tipo “Rascal” stretti come le sardine con un caldo asfissiante, per fortuna entra un po’ di aria dai finestrini quando non siamo in coda. Arrivato alla base del pendio e con un po’ di difficoltà per ottenere un buon prezzo sul passaggio riesco ad affittare un angkot che mi porta fino in cima. Li poi inizio una camminata attorno al cratere. La vista è mozzafiato. Guardate le foto appena riesco a caricarle. Durante il giro incontro due ragazzi francesi anche loro appena arrivati in Indonesia e che fanno un giro simile al mio, chissà se ci vedremo ancora! Sempre durante la camminata incontro giovani indonesiani che mi chiedono di fare foto-ricordo assieme a loro. Qui noi fortunati dalla pelle bianca veniamo appellati con “Mister!”, ed a quanto pare veniamo fotografati e guardati in modo strano, a volte fissati perchè non si vedono molti caucasici da queste parti. Finito il giro del cratere, prendo un altro paio di passaggi in minibus fino a Maribaya, dove ci sono delle cascate. Vorrei seguire tutto il sentiero fino a Dago, un quartire di Bandung, ma ci vogliono due ore e sono già le 17, ed alle sei è già buio e poi minaccia di piovere da un momento all’altro. Sto girando tra i sentieri e ritrovo i due francesi, che scopro aver affittato un auto con autista per tutto il giorno. Allora ne approfitto per chiedergli un passaggio fino a Bandung, cosa che accettano volentieri. Appena saliamo in macchina si scatena un acquazzone violento, ma ormai possiamo rilassarci. Arrivati a Bandung vado a cena coi due francesi e li accompagno in stazione, dove hanno il treno per Yogyakarta. Vado in hotel per cambiarmi e poi riparto subito a caccia di una postazione internet. Ritorno al centro commerciale e mi registro. La connessione è lentissima. Posso solo caricare il nuovo articolo sul blog ma non le foto perchè non riesco ad accedere via ftp. Internet qui in Indonesia può essere problematico, non ho ancora trovato un internet cafè da cui posso accedere col mio laptop e caricare le foto, ho sempre dovuto usare trucchi! Quindi se non mi leggerete per un po’ sapete perchè! Per circa un’euri (mercati ammericani) ho comprato un dizionario INGGRIS-INDONESIA & INDONESIA-INGGRIS, vediamo se posso fare progressi con la comunicazione! Domani si va al mare (se mi sveglio in tempo!)!
Oggi mi sono svegliato presto, alle 8 e sono andato a fare colazione in un bar dove c’era anche la connessione wi-fi gratuita. Per fortuna stavolta la connessione funzionava e sono riuscito a caricare le foto sul sito. Poi ho fatto il check-out dall’hotel in cui stavo, ho preso un tassì fino alla stazione degli autobus e da li ho preso il bus per Pangandaran. Prima di salire sul bus però chiedo quale bus devo prendere perchè c’è un po’ di caos e non riesco a distinguere i bus in partenza da quelli in arrivo. Allora mi rivolgo ad un signore in divisa militare, che mi chiede un documento d’identificazione per registrarmi alle partenze. D’improvviso una folla si raduna intorno a noi. Il signore è infatti un membro del ministero (di che cosa non lo so..forse degli interni?) che è li per farsi pubblicità su non so cosa, parla 4 parole d’inglese messe assieme male, ma è un tipo simpatico e gli dò corda stando al suo gioco ( e non è che avessi molta scelta). Mi sentivo di essere un’intervistato speciale, infatti avevo attorno una folla di circa 50 persone con tanto di telecamere e macchine fotografiche. Poi spunta fuori anche la giornalista ( o presunta tale) che mi fa le seguenti domande da un milione di dollari: Can I ask you a question Sir?What’s your name?Where are you from? Are you here for holidays or for business? Rispondo a tutte le domande, compilano un foglio con i miei dati e tutti sorridenti mi ridanno il passaporto con un depliant ed un foglio, tutto scritto in indonesiano ovviamente. Bho! Dopodichè salgo sull’autobus che dopo 7 ore mi scarica a Pangandaran. Lì c’è il solito uomo in bici che mi porta fino in zona guesthouses, ma appena prima di arrivare in zona veniamo fermati da un ragazzo in vespa che mi chiede se sono interessato ad una stanza a 45mila rupie. Vado a vederla ed accetto, devo dire che finora è la stanza migliore che ho avuto ed anche la piu economica! Si tratta di una mini casetta con due stanze, una è mia e in un’altra ci sono due ragazzi francesi. Si attraversa la strada e c’è il mare.
Domani se riesco noleggio una moto e vado a fare un giro a Batukaras ed a vedere il Green Kanyon..ciao!
Rieccomi!
Allora oggi sono partito lanciatissimo, anche se in ritardo sulla mia tabella di marcia e sono arrivato fino a Bandung attraverso il Puncak (si pronuncia “punciak”) Pass. In ritardo perchè non ho dormito fino alle 4 di notte perchè facevano casino in guest house e non sono riuscito a svegliarmi alle sette bensì ho ronfato fino alle nove e mezza.
Tutto rintronato metto in ordine un po’ della mia roba che stava “in ordine sparso” per tutta la stanza ed esco per fare colazione. Ordino e chi appare all’improvviso davanti ai miei occhi? Il nonno del motorino! Allora siccome mi dispiaceva lasciarlo completamente a bocca asciutta gli ho chiesto di accompagnarmi almeno fino in stazione. Dopo colazione sono andato all’internet cafè per caricare una pagina del sito che aveva un bug (non si riusciva a scrollare la pagina con le foto) e poi son tornato in guest house per fare il check-out ed il nonno mi ha seguito a distanza per tutto il tempo! Finalmente mi porta in stazione. Solo che dalla stazione in cui mi ha portato non partono i treni per Bogor, dove poi dovrei cambiare per fare il Puncak pass in bus. Allora prendo un altro passaggio in moto fino alla stazione dove passa il treno per Bogor, faccio il biglietto e salgo appena in tempo prima che parta.
Fino a Bogor ho dormicchiato, ed essendo un treno “ekspress” non c’era folla, a quanto pare la maggior parte della gente prende l’ “ekonomi” perchè costa meno. Arrivato a Bogor mi trovo risucchiato e perso in un fiume di folla e fermo un po’ di gente per chiedere indicazioni per la stazione dei bus e/o come arrivare al Puncak pass.
L’Inglese credo sia la lingua più odiata dai Javanesi, infatti non ce n’era uno in grado di spiccicare 2 parole diverse dal bhasa indonesia. Colto di sprovvista vengo caricato su un angkot (pullmino) che credo mi stia portando alla stazione dei bus, invece mi ritrovo a cambiare angkot per andare poi in cima a sto benedetto Puncak pass. Molto divertente il fatto che molti signori e signore di passaggio sul pullmino cercavano di attaccare bottone con me o di dirmi qualcosa, ovviamente nella loro lingua madre, e non in inglese. Non capivo assolutamente nulla. E loro se la ghignavano, ed un po’ anche io devo dire. Alla fine arrivo in cima al passo ed affamato mangio. Per mangiare però devo ricorrere alla mia (in realtà non è mia, ma vabbè..) guida dove ci sono un po’ di parole tradotte dal bhasa indonesia all’inglese. Si perchè la sciura che ha il piccoli “ristorantino” con vista strada non spiccica una parola d’inglese, ma alla fine mangio lostesso un bel nasi goreng ayam con teh manis. Ad un certo punto la signora mi dice che sto sbagliando e che devo invertire le posate e mangiare il riso col cucchiaio invece che con la forchetta. Ci siamo capiti a gesti, non chiedetemi come!
Dopo aver fatto qualche foto, fermo un altro angkot e chiedo indicazioni per prendere il bus. Alla fine dopo aver cambiato 2 angkot riesco a prendere il bus che mi porta fino a Bandung. Solo che il bus si ferma in una zona lontana dal centro e piove. Tento di prendere un angkot per la stazione centrale ma dopo 5 minuti di tentativi lascio perdere. Andarci col taxi mi costa 50mila rupie, provo a trattare e non c’è verso di scendere di prezzo. Un signore con quello che credo sia un bekak (una bici a tre ruote con un posto davanti coperto) mi dice che mi porta lui nonostante la pioggia ed il buio pesto per 20mila rupie ed accetto.
Finalmente arrivo in stazione dove c’è l’ufficio turistico dove un ragazzo molto gentile (e che parla un buon inglese) mi da una mappa di Bandung e mi segnala alcuni alberghi economici dove posso dormire. Dopo qualche tentativo ed una camminata sotto la pioggia trovo una stanza decente (ma il bagno fa schifo)..alla fine ce l’ho fatta!
Si lo so che sarebbe stato piu facile prendere direttamente il bus a Bogor, ma mi sarei perso tutto il contatto umano (a parte l’assenza di comunicazione data dal muro linguistico) con i locals, che cercano sempre di mettersi in contatto con te, anche se non parlano inglese e tu non spiaccichi una parola di bhasa indonesia. Poi ero l’unico occidentale in giro oggi, la cosa mi sembra abbastanza strana, o forse qui è la normalità!
Domani vado a vedere Tangkuban Perahu, un cratere vulcanico a 30 km da qui speriamo di non fare danni anche domani!
Ciao!
Dopo un viaggio di circa 20 ore sono arrivato a Jakarta. Tutto bene con Etihad, la compagnia aerea degli Emirati Arabi con la quale ho viaggiato. Sono arrivato a Jakarta ieri alle due del pomeriggio.
Dopo aver sbrigato le faccende di visto e controlli sono uscito dall’aeroporto dove poi ho preso il bus per il centro città. Arrivato alla stazione di Gambir, vengo assalito da tassisti ed austisti di tuk-tuk (non si chiamano tuk-tuk in realtà ma non so il nome) che vogliono portarmi fino in “hotel”. Io invece sono determinatissimo ad usare il mezzo di trasporto pubblico per farmi portare una fermata del treno piu a sud, dove c’è la zona ostelli/guest houses. Entro in stazione e cerco di fare il biglietto ma mi dicono che non si può andare in quella stazione col treno, ma solo con bus o taxi. Allora esco e fermo un po’ di persone per farmi spiegare dove si prende il bus, ma con scarsi risultati. Sto ancora parlando con una signora e si avvicina un ragazzo in motorino che vuole darmi un passaggio. Ci penso un attimo ed accetto. Gli spiego dove devo andare, lui si carica il mio zainetto piccolo davanti ed io sulle spalle il mio zainone e partiamo. Mi porta a destinazione con 10000 rupie (70centesimi di euro).
Arrivo in zona ostelli e trovo una stanza a doppia con bagno privato a 80.000rupie, pare che le singole di tutte le guest houses sono occupate. La stanza è pulita, il bagno un po’ meno. Penso comunque sulla media SEAsia per questa cifra, ho visto anche i bagni degli altri ostelli e non cambiava molto.Ho già ucciso uno scarafaggio, ma non ne ho visti altri. Stamattina mi sono svegliato e c’era un geko tutto impaurito che mi guardava, si vede che l’ho spaventato perchè è scappato via subito.
Ieri sera sono andato a fare un giro a nord della città per vedere se trovavo la macchina fotografica, ma era già tutto chiuso. Allora sono tornato stamattina e dopo aver visitato un paio di centri commerciali con il 90% dei negozi chiusi, finalmente ho trovato il posto giusto ed ho comprato la macchina fotografica. É una Canon compatta come piace a me. L’ho pagata circa 170 euro (in Italia costa circa 230 euro) comprensiva di memoria da 4gb e custodia semirigida. Ho fatto qualche foto, sono andato a vedere la zona di Kota, a nord della città dove sorgeva la capitale olandese di Batavia. La zona è piena di musei, che ho evitato. Mi sono diretto poi in centro, dove ho fatto foto al Palazzo Presidenziale (mi hanno fatto stare a 20 metri di distanza) e poi sono andato in “piazza della libertà” dove c’è una colonna alta circa 130 metri fatta erigere da Soekarno.
Qui a Jakarta ci sono pochi backpackers, nonostante le guest houses sembrino piene. I posti dove mangiare sono sempre semi deserti, trovo tanti stranieri solo all’internet cafè. In stazione e sui treni ero forse l’unico straniero e mi sentivo un po’ osservato. Forse tutti gli altri backpackers viaggiano in taxi o tuk-tuk (o come si chiamano) con cui si viaggia piu facilmente, ma che gusto c’è? Sul treno “ekonomi” che ho preso si viaggiava con le porte aperte e con venditori di qualsiasi cosa (cibo, accendini, sigarette, bibite, occhiali..) che giravano tra la gente. All’uscita della stazione sono stato fermato da una signora che ha voluto che io fossi presente nella foto con lei e sua figlia (o nipote)..credevo che loro volessero una foto da sole, non con me?!?!
Comunque gli indonesiani mi stanno simpatici, se la ridono abbastanza e non sono troppo insistenti quando cercano di venderti qualcosa (a parte il nonno di oggi, che vorrebbe portarmi sul Puncak Pass in motorino!).
Come sapete le città non mi entusiasmano e quindi domani parto e vado sul Puncak Pass..spero non in motorino!
Ciao!
Ciao a tutti!
E' passato un po' di tempo dall'ultimo messaggio. Sono tornato in Italia a fine maggio, dopo 15 mesi di Australia. Avevo bisogno di una pausa per rivedere un po' di gente, ricaricare le batterie e (forse) rendermi conto che non è cambiato poi molto da quando me ne andai dall'Italia a febbraio 2008. In questi tre mesi e mezzo ho lavorato e fatto vacanza. Soprattutto ho fatto vacanza, avevo bisogno di vedere un po' d'italia, posti dove non ero mai stato come Venezia e Firenze.
Sono anche andato a trovare i mitici Cinzia e Thomas, i due ragazzi di Bolzano con cui ho condiviso un pezzo del mio viaggio on the road Perth-Darwin (vedere qui: http://www.jakontheroad.com/dblog/articolo.asp?articolo=27 ). In definitiva il ritorno non è stato male, quando ero in Australia mi mancavano gli amici, la mia famiglia, le mangiate a base di polenta e brasato, una buona pizza, i luoghi in cui ho trascorso circa un quarto di secolo.
Tutto questo mi è piaciuto, ma sento che devo ripartire ancora, che "casa" non fa per me e che li sarei condannato ad entrare nella routine casa-lavoro (ovviamente non qualificato). Insomma in Italia per un po' non ci tornerò. So che c'è chi non capisce questa cosa. Lo so che siete li a disapprovare il mio comportamento, per i vostri motivi. Ma piuttosto che lamentarmi tutti i giorni io preferisco cercare alternative. Chi si lamenta e non fa nulla per cambiare la propria posizione allora non sta poi tanto a disagio. La mia non è una fuga. E nemmeno vado in Australia perchè sono fortunato o perchè ho determinate capacità. I motivi per i quali parto sono scritti sopra!
Domani parto per l'Indonesia. Vado tre settimane a Java e poi da Bali prendero un aereo per Sydney.
Intanto vi lascio questo video, con un po' di foto che ho scattato in Australia. Le foto non sono il massimo lo so!
Vorrei inoltre ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi tre mesi "italiani", da Francesca e suo padre per l'ospitalità, ai miei amici ed alla mia famiglia per le "mangiate" ed il tempo trascorso assieme, nonni e zii, tutte le persone nuove che ho conosciuto, persone che rivisto ed anche chi non sono riuscito ad incontrare!
Ciao!
Petronas Towers
Dopo quasi 15 mesi trascorsi in Australia, ho deciso di prendermi una pausa per riordinare un po’ le cose, rivedere ragazza, amici, famiglia e, perchè no, mangiarmi una buona pizza!
Dato che tutti i voli diretti per tornare a casina costavano un sacco di soldi, ho optato per una soluzione di piu voli (visto che costava molto meno!) con scali di qualche giorno a Kuala Lumpur ( Malaysia ) e Bangkok ( Thailand ).
Ora infatti vi sto scrivendo da Kuala Lumpur! Solo ieri pomeriggio sono partito dalla ormai fredda Sydney per Melbourne e da li, dopo otto ore passate in aeroporto ho preso il volo Air Asia che mi ha portato qui nella capitale malese.
In aereo non ho dormito granchè, come al solito l’aria condizionata era freddissima, anche se ero in felpa e jeans ho patito un po’ il freddo. Appena uscito dall’aeroporto sono stato assalito dal caldo umidissimo di Kuala Lumpur, e vi giuro è fastidiosissimo, vi fa venire il Male di Vivere appena fate un minimo sforzo. A parte il caldo, è stato un po’ uno choc passare dalla fredda, pulita e mediamente entropica Sydney alla disperatamente caotica, afosa e disordinata metropoli malese. Ma devo dire che mi son trovato bene, i mezzi di trasporto son facili da usare e mi sono orientato abbastanza bene anche con l’aiuto della Lonely.
Ora alloggio in una bettola chiamata “Lee Mun Guest House” o roba del genere e sto in una camera singola con tanto di ventilatore (no aria condizionata) sedia e infradito della casa (vedere foto!).Le condizioni igieniche/pulizia dell’ “hotel” non sono il massimo, ma credo che la media in questa città sia quella (Kuala Lumpur è abbastanza famosa per il degrado di ostelli ed hotel), e poi che vuoi pretendere per 5 euro a notte? Sono già stato a Chinatown perchè è proprio dietro l’angolo ed al mercato. Ovviamente hanno subito cercato di vendermi di tutto, da magliette ad orologi falsi, ma devo dire che son stati gentili e nessuno mi ha rotto le scatole piu di tanto per comprare. Poi ho mangiato, c’è talmente tanta scelta che non sapevo da dove iniziare..bhooooo non conosco nemmeno i nomi dei piatti/cibi! Alla fine ho mangiato indiano, un bel piattone di riso con pollo, agnello, verdure, erbe e salse. Tutto ovviamente molto piccante per il mio palato, alla modica cifra di 7,50 ringgit malesi, circa 1,5 euro.
W l'arte della personalizzazione
Dopodichè ho preso la metro e sono andato a vedere le Petronas Towers, davvero impressionanti! Ovviamente dentro c’è un megacentro commerciale, dove tutto costa caro! Sono tornato qui alla mia guest house a piedi e sono stanco morto piu che altro per via del caldo..spero che domani il mio corpo si abitui! Qui è il regno dei motorini, con tanto di schieramento tipo gara del mototondiale al semaforo e se si riesce ci si viaggia anche in tre o piu!
GP della Malesia al via!
Ciao dalla Malesia!
Jac
Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3

(p)Link
Commenti
Storico
Stampa












